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Mercoledì 17 giugno 2026, ore 18.00
Con Giovanni Assorati
Ciclo di conferenze a cura di Paola Foschi, in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Chiesa di Bologna, nell’ambito di Bologna Estate 2026.
Roma, 1572. Gregorio XIII diventa papa e la città sta cambiando volto. Sotto i suoi piedi, letteralmente, c’è un mondo ancora da scoprire: stanze dipinte, statue sepolte, obelischi dimenticati. Giovanni Assorati racconta come nasce l’archeologia moderna tra meraviglia, erudizione e le prime grandi scelte di tutela del patrimonio.
Quando Gregorio XIII diventa papa nel 1572, l’immagine di Roma si è oramai avviata ad essere diversa da quella del Giubileo del 1330 e dei Mirabilia, più vicina a come la possiamo considerare oggi. Erano infatti avviate alcune grandi fabbriche, su tutte quella di San Pietro, e diversi monumenti e resti antichi iniziavano a essere visibili e valorizzati per il loro rapporto con l’antichità, ma anche con le leggende sorte nei secoli attorno a loro. Soprattutto nelle prime grandi collezioni, come il Cortile del Belvedere e le donazioni laterane di papa Sisto IV al Comune di Roma poste sul Campidoglio, da cui discendono gli attuali Musei Capitolini, l’architettura, la scultura e persino qualche scampolo di colore della Roma imperiale erano riconoscibili e ammirati, soprattutto tra gli eruditi e gli artisti.
Sin dai nuovi sguardi di diverse personalità come Ciriaco d’Ancona, Leon Battista Alberti e Poggio Bracciolini, l’attenzione sulle antichità dell’età romana, soprattutto imperiale, ha portato a scoperte (e riscoperte) continue, a volte eclatanti e altre volte di materiali considerati minori. Ecco allora che la presentazione di alcuni di questi ritrovamenti, dalla Domus Aurea con le sue ‘grotte’, al dibattuto Torso Belvedere, al maestoso Laooconte, etc., rappresenterà il fascino e lo slancio della scoperta, fondamentale forse prima per la storia dell’arte italiana che per lo studio dell’antichità.
Ma inserire le vicende di edifici e oggetti noti e mai sepolti come il Colosseo, il Teatro di Marcello, il Mausoleo di Adriano, gli Obelischi non solo completerà il quadro, ma darà modo anche di citare problematiche meno affascinanti ma di non minore impatto al giorno d’oggi, come la salvaguardia del patrimonio culturale.
Proprio alcuni provvedimenti di Gregorio XIII e l’operazione dello spostamento dell’Obelisco in piazza del Vaticano, avvenuta nel 1586, un anno dopo la morte di papa Boncompagni, potranno essere una degna conclusione di questa panoramica sulla prima pioneristica fase dell’archeologia classica a Roma.
Giovanni Assorati. Dottore di ricerca presso in Storia Antica presso l’Università di Bologna, Dipartimento Storia Culture Civiltà, è specializzato nello studio della Romagna fra Tarda Antichità e alto Medioevo. Studia le fonti letterarie e archeologiche per fornire quadri di vita e cultura, istituzioni e società nel periodo di trapasso fra la fine dell’Impero e l’inizio del Medioevo.
ORARI
• 17 giugno 2026, ore 18.00 – conferenza gratuita con prenotazione obbligatoria